Elezioni Regionali 2010 - candidata Mara GAUDENZI
Scritto da Amministratore   
venerdì 05 marzo 2010
  
    

 Mara Gaudenzi

Ha 45 anni. Laureata in Lettere al Dams, con specializzazione in antropologia culturale conseguita alla Columbia University di New York. Diverse e significative sono le esperienze che ha maturato nel settore commerciale, nel marketing e nella comunicazione  per svariati ambiti merceologici in Italia e negli Usa. Si è occupata di moda, design, lifestyle, avendo lavorato nella redazione di importanti testate giornalistiche a Milano. In qualità di responsabile stampa freelance e consulente per le pubbliche relazioni svolge attività di panificazione e coordinamento per trade shows ed eventi. Ha creato e ideato efficaci strategie promozionali per ambiti legati all’arte, allo spettacolo e al tempo libero. Opera nel sociale attraverso l’associazionismo no-profit. Dopo essere stata eletta a giugno del 2009 nel Consiglio comunale di Gabicce Mare, nel 2010 si presenta alle elezioni del Consiglio Regionale delle Marche come rappresentante dei Comunisti Italiani nella lista della Federazione della Sinistra, perché crede in una politica del fare che risponde ai problemi sociali ed economici degli uomini e delle donne. Che fa venir voglia di costruire insieme il futuro per una qualità della vita. 
 La politica che scende in campo… una governo regionale con obiettivi chiari e risorse sufficienti per rispondere ai bisogni dei cittadini e alle aspettative di una società che cambia: lavoro e previdenza sociale, innovazione tecnologica e creazione di nuove opportunità, politica ambientale e sviluppo rurale, energia rinnovabile e fonti alternative al nucleare, centralità dei diritti dell’individuo, della solidarietà e sussidiarietà. Viviamo in una terra che deve sapere attuare azioni concrete per riprendere le iniziative delle “buone pratiche” e per il miglioramento della qualità della vita. L’attuale governo ha mortificato le risorse economiche e paralizzato gli enti locali. Dobbiamo aumentare i trasferimenti di risorse da parte della regione agli enti locali. Occorre rimettere in moto il meccanismo d’incontro tra domanda e offerta di lavoro. La sicurezza che i cittadini chiedono riguarda l’occupazione, l’assistenza agli anziani, il sostegno alla formazione giovanile. Sul piano della famiglia, dobbiamo dare voce a intenderla nel senso più ampio del diritto. Su quello dei fondi destinati alle scuole e agli oratori parrocchiali, la Regione deve garantire lo standard essenziale di non disparità tra pubblico e privato e sostenere le esigenze di associazioni laiche con funzione sociale, senza arretrare.   In sintesi: investire in innovazione tecnologica garantita dalla ricerca, in infrastrutture per lo sviluppo della persona, in energia pulita. Avere il coraggio di azioni concrete: conferire potere all’intera comunità per una vera democrazia, non per dare l’impressione di democraticità.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 marzo 2010 )