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Di ritorno dalle vacanze di fine anno mi sono dovuta rendere conto che il proposito che avevo espresso nei confronti dei potenti del mondo non è stato ascoltato. In questi giorni mentre i milanesi si alzavano con la luna storta perchè non era stata spalata la neve davanti a casa, le cose in Palestina andavano diversamente. Leggendo il giornale stamane si hanno i primi numeri, i palestinesi morti nella giornata di ieri sono 70, con questi ultimi arriviamo a quota 975 morti, 4400 feriti, in 18 giorni di combattimenti. Sono rimasta indignata dalle reazioni dei politici italiani in merito, il partito dei Comunisti Italiani è stato il primo e l'unico ad invitare l'opinione pubblica a considerare quello che sta avvenendo un crimine di guerra per mano israeliana. Dalla sinistra democratica, che di sinistra ha ben poco, si sono susseguite una serie di affermazioni che hanno dell'incredibile, culminate ieri nella dichiarazione di Rutelli che considera la violenza in Palestina di poco conto (per essere precisi la dichiarazione è stata che è una violenza tra virgolette), come se un migliaio di morti potesse essere un sacrificio ponderato per un fine più grande. L'unico giudizio sensato è stato quello di D'Alema che si è preoccupato di mettere l'accento sui bambini arabi che stanno morendo ogni giorno, di tutta risposta dalla parte destra del parlamento i commenti sono sporadici e del tutto fuori luogo, per rispondere all'affermazione di D'Alema un politico del PdL ha considerato la sua frase anti israeliana. Siamo al paradosso e alla totale noncuranza per la storia del nostro stesso paese. Ci siamo evidentemente dimenticati che 60 anni fa un pugno di uomini, i partigiani, hanno condotto una guerra di liberazione contro uno degli eserciti più forti del mondo. Premettendo che gli attacchi terroristici sono sempre da condannare, crediamo forse che se i partigiani avessero affrontato a viso aperto i tedeschi avrebbero avuto qualche speranza di riuscita? La loro strategia consisteva nella guerriglia, nella sorpresa, negli attacchi terroristici finalizzati a far cedere la forza di occupazione che stava soggiogando il nostro paese. Io sinceramente non riesco a vedere differenze sostanziali tra la storia partigiana della seconda guerra mondiale e quella palestinese che si protrae da decenni. Siamo di fronte a due etnie molto diverse: i primi poveri, si sono visti portar via pezzo per pezzo la terra in cui erano nati ed avevano vissuto, hanno combattuto contro i carri armati con il mezzo della Intifada che letteralmente vuol dire guerra dei sassi; i secondi sono una delle potenze più influenti del mondo, contano sull'aiuto americano, vera chiave di volta all'interno di qualsiasi organizzazione internazionale, possiedono armi all'avanguardia e non si preoccupano di usare anche quelle illegali (vedi le bombe al fosforo che stanno sparando continuamente da giorni); hanno accettato di usare qualsiasi mezzo per condurre quella che è una vera e propria guerra di occupazione, che li ha portati a costuire un muro (ci ricorda per caso Berlino?) e che adesso li ha spinti verso il desiderio di annientamento del "nemico", non Hamas ma il popolo palestinese stesso (come Abu Mazen ha espresso oggi dal Cairo). L'Onu in tutto questo contesto ha dovuto scoprirsi vittima a sua volta, dopo l'attacco israeliano alla scuola dove si trovavano di istanza i caschi blu (luogo di rifugio per gli sfollati), il governo israeliano ha giustificato l'atto con la presenza, da dimostrare, di alcuni terroristi nella scuola, presenza che è stata negata dall'organizzazione che si è indignata per le affermazioni israeliane e che si è vista bersaglio a sua volta dell'esercito. Gli aiuti umanitari vengono centellinati in modo da rendere ancora più penosa la situazione sulla striscia. Cosa fa l'opinione pubblica mondiale? Grazie a Dio si mobilita, manifestazioni in Australia, USA, Inghilterra, Francia, Egitto. Cosa fa l'opinione pubblica italiana? Si preoccupa della neve davanti a casa e delle file per i saldi di fine stagione.
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