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Comunisti-Italiani - FGCI Provincia di Pesaro-Urbino
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Picinetti   
Lunedì 11 Maggio 2009 09:12

il dopo elezioni

Alla luce di quanto dichiarato sulla stampa da parte del neo-presidente Matteo Ricci sulla possibile apertura all'UDC tenendo un assessorato in stand-bay, il PdCI, come già espresso tramite la stampa da parte della segreteria regionale, ritiene urgente un chiarimento in quanto ravvisa elementi politici nuovi che possono rimettere in discussione l'intero progetto politico unitario del centro-sinistra. Ricordiamo le parole di Ricci quando scriveva sulla stampa e dichiarava nelle riunioni che l'UDC era fuori dalla coalizione, mentre ora i voti del PdCI e dei Verdi (4%) fondamentali per la sua elezione vengono utilizzati non per onorare gli impegni presi e mantenere la parola data ma bensì per una apertura a destra da parte del PD spostando di fatto l'asse politico. Ritenendo l'apertura all'UDC un omicidio politico premeditato nei confronti della Regione Marche ed un lento suicidio di tutto il centro-sinistra, il PdCI ha chiesto ufficialmente alle segreterie provinciali della coalizione di centro-sinistra un incontro di chiarimento, incontro che si terrà venerdì 26 giugno alle ore 17 in provincia. Il presidente Matteo Ricci è stato invitato nella sua figura di segretario provinciale del PD.


Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Giugno 2009 09:35
 
Elezioni Amministrative 6-7 Giugno 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 22 Aprile 2009 11:09

Alle elezioni amministrative di Giugno di quest'anno il PdCI mi ha voluto candidare sia per le comunali di Pesaro, sia per le provinciali nei collegi di: Montefelcino, Urbania, Pesaro VI. Ho accolto con onore la richiesta di candidatura non tanto con la prospettiva di ricoprire un qualche ruolo amministrativo, ma nella convinzione di far parte di una forza politica che desidera e persegue il rinnovamento, proponendo numerosi giovani sotto i 30 anni a questa tornata elettorale. La situazione politica che viviamo in Italia è frutto di due fattori, sia della volontà dei "vecchi" di non lasciare la poltrona, sia della noncuranza dei giovani alle problematiche che riguardano la politica tutta. Gli obiettivi quindi sono di ringiovanire le forze politiche attraverso l'avvicinamento delle nuove generazioni e allo stesso tempo mediante l'abbandono della concezione che in politica ci debbano stare solo gli ultra-sessantenni. Da questo punto di vista il PdCI è il partito che ha accolto con meno ipocrisia di tutti questa necessità, non relegando i giovani interessati ad essere delle pedine da utilizzare a piacimento, ma garantendo la piena autonomia decisionale e permettendo la partecipazione piena anche agli organi direttivi.

Mi sento fiera di far parte di una forza politica che nel presentare una bozza di programma al candidato alla Presidenza della Provincia ha sottolineato e riportato l'importanza di intendere la politica eticamente, tenendo presente che le coalizioni non sono fatte per far prevalere l'arroganza di chi ha i numeri, ma sono finalizzate a raggiungere quegli obiettivi concreti che si sono scelti insieme. Spesso e volentieri ci siamo espressi a favore della coalizione di centro-sinistra, non utilizzando però la nostra partecipazione come merce di scambio per ottenere posti e poltrone (come si sente spesso fare pubblicamente da altri partiti), spendendoci nel territorio, garantendo coerenza, onestà, impegno.

Personalmente sono una studentessa di Scienze Politiche, ho quindi deciso di fare della politica la mia vita lavorativa spinta da una passione che è maturata nel corso dell'adolescenza e che sto riuscendo a concretizzare ora. Sono particolarmente interessata alla Cooperazione Internazionale e all'Ambiente, mi ritengo una persona preparata che sa esprimersi politicamente senza l'aggressività tipica delle destre e sempre con cognizione di causa. Il mio desiderio è di potermi impegnare personalmente nelle amministrazioni della nostra provincia, facendo mio lo slogan "Orgogliosi di vivere qui" perchè Pesaro è un'isola felice, ovviamente con i suoi problemi, per la quale desidero spendermi avendo come obiettivo il miglioramento sempre crescente della vita di noi cittadini di Pesaro-Urbino.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 25 Aprile 2009 06:42
 
Franchescini ci mette in guardia PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Picinetti   
Giovedì 12 Marzo 2009 15:50

Era quello che probabilmente molti di coloro che si dicono comunisti temevano, ovvero che il seguito del fallimentare Pd alla Veltroni, fosse eletto Franceschini a segretario, indiscusso esponente della "cristianamente" democratica parte del novizio partito di centro-sinistra. A parte il, passatemi il termine, melenso-ipocrita gesto di giurare sulla costituzione in presenza del padre partigiano, il nuovo segretario non si sta affatto comportando male. Escludo, ovviamente, da questa mia considerazione l'avvicinamento che si sta più o meno portando avanti con L'Udc, avvicinamento che renderebbe impossibile una futura unione dei partiti di sinistra italiani, niente di più sbagliato e niente di più pericoloso.
Indipendentemente da questa incresciosa condotta, Franceschini sta facendo del populismo l'asso nella manica per portare via voti a Berlusconi alle prossime europee/amministrative, ricordiamone una per tutte la proposta della una tantum sui redditi alti. Anche oggi in una intervista all'Espresso spiega come la vincita del PdL alle europee significherebbe un preoccupante progetto di riprogettazione istituzionale, che sta già tentando di approcciare, con un conseguente svuotamento della Costituzione e del Parlamento.
Tutto questo è cosa già vista, probabilmente paragonare Berlusconi ad uno degli statisti del '900 scatenerebbe l'ilarità generale, ma ad una attenta riflessione non si può fare a meno di concordare col fatto che l'attuale Presidente del Consiglio sta seguendo una sceneggiatura già scritta. Le grandi crisi economiche, da quelle endogene al sistema capitalistico a quelle dovute alla guerra, sono state tutte (tranne quella americana del '29) risolte con un colpo di mano di chi appariva il più forte in quel dato momento, dagli uomini o singolarmente dall'uomo del fare del momento, che con la scusa delle lungaggini procedurali, privava la democrazia delle sue fondamenta, lasciato libero di fare questo da un popolo troppo occupato a riempire il piatto della cena con qualcosa che riempisse lo stomaco. E' quello che Berlusconi sta facendo, approfitta di una situazione di estrema difficoltà per portare avanti il suo piano definirei criminale di insabbiare una Costituzione, non di certo sovietica come l'ha definita, ed un Parlamento frutto delle menti più eccelse del nostro Paese e della liberazione da una dittatura che ci aveva portato alla guerra.
Sembra incredibile dover ringraziare Fini, che, dimostrando di essere uno dei pochi politici seri a sedere in Parlamento, smorza le mire di centralizzazione del potere del piccolo dittatore italiano.

Laura Picinetti

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Aprile 2009 09:13
 
Legge sul diritto al gioco PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 07 Aprile 2009 13:50

LEGGE REGIONALE 10 DEL 3/4/2009

La legge regionale sul “Diritto al Gioco e la promozione dello Sport di Cittadinanza” sancisce il diritto al gioco per tutte le persone indipendentemente dall’età, per tutto l’arco della vita.La FGCI tiene particolarmente a ricordare l’importanza di questo passo, siamo sicuri che questa legge porterà alla costruzione di spazi in cui si possa riallacciare quel rapporto tra generazioni che si è perso nel corso degli ultimi anni. È altrettanto significativa nei termini di una socializzazione che superi qualsiasi barriera, da quella più basilare tra generi (maschi e femmine), a quella sempre più evidente tra culture ed etnie diverse. Nel momento specifico in cui stiamo vivendo la paura del diverso si manifesta attraverso espressioni di attacco e di violenza nei confronti di coloro che sono in minoranza nel nostro paese, la conseguenza di questo atteggiamento non è l’allontanamento dello straniero dall’ Italia, bensì il suo isolamento, una solitudine di cui sentiranno maggior mente il peso coloro i quali sono figli di immigrati, nati sul suolo italiano, concittadini legalmente riconosciuti che dovranno però fare i conti con generazioni di ragazzi istruiti a temere ed osteggiare il diverso. Ecco perché lo spazio di gioco è vitale in questo ambito, è il luogo primo in cui i bambini si rapportano con gli altri e in cui sviluppano le prime regole di rispetto verso chi non fa parte del proprio nucleo familiare. Permettere a chiunque di inserirsi in questi spazi porterà ad avere momenti di socialità ed integrazione che per il momento mancano nella nostra società.In questo senso gli Enti Locali si sono impegnati a creare Assessorati al Gioco, a diffondere la pratica del gioco e delle attività ludico-motorie, a favorire l’integrazione con interventi nelle politiche educative, culturali, ambientali, della salute, della promozione all’associazionismo. Si impegnano inoltre a creare impianti e spazi in cui poter partecipare alle attività organizzate e in cui poter semplicemente trascorrere il tempo libero; verranno favorite quelle Associazioni che si impegnano in questo ambito, si creerà una sinergia tra il mondo dello sport e del gioco con quello del turismo e della cultura al fine di intervenire a livello urbanistico con impianti ed infrastrutture che tengano sempre in considerazione il patrimonio ambientale e naturalistico della nostra provincia.La legge n. 10 è frutto di due sensibilità, quella delle associazioni, ed in questo caso di UISP Regione Marche, e quella della politica, che ha saputo cogliere la richiesta e tramutarla in realtà con l’impegno in primis dei Comunisti Italiani nella figura del Presidente del Consiglio Regionale Bucciarelli e del Consigliere Regionale Procaccini.Il testo di legge ha trovato consenso e risposta anche nella politica pesarese attraverso l’attenzione del Partito Democratico ed in particolare del candidato Sindaco Luca Ceriscioli, del candidato alla Presidenza della Provincia Matteo Ricci e del coordinatore per la costruzione del programma Luca Bartolucci. L’attenzione si è espressa nella convinzione di accettare la proposta del PdCi di Pesaro-Urbino di cambiare l’Assessorato allo Sport in Assessorato al Gioco, attività motorie e ludico-sportive.I giovani membri della FGCI provinciale non possono che cogliere positivamente tutto questo,  lo sport è il motore sociale più forte e la sua funzione deve essere tenuta in alta considerazione, in particolar modo è positivo che esso possa non essere obbligatoriamente vincolato da burocrazie, da retribuzioni che spesso le famiglie non possono sopportare, è quindi importante che si ritorni a vivere il movimento come espressione della vitalità, della voglia di stare insieme che caratterizza tutti i ragazzi e non solo.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Maggio 2009 07:38
 
E adesso? PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Picinetti   
Mercoledì 18 Febbraio 2009 10:12

La Repubblica oggi scrive: Terremoto dopo il crollo delle elezioni in Sardegna, Veltroni dichiara che si dimette per salvare il Pd. La domanda che probabilmente la maggior parte di noi si pone è: e adesso? Nei primi mesi di creazione del Pd siamo stati bombardati da messaggi incoraggianti di chi sosteneva che fosse una operazione necessaria quella di dar vita, come in tutte le grandi democrazie, ad un polo di centro-sinistra forte e capace di tener testa allo schieramento compatto di centro-destra. Peccato che nel mettere in pratica il tutto ci si sia dimenticati innanzitutto che vicino alla parola centro dovesse esserci anche sinistra e che quindi questo avrebbe comportato un certo tipo di linea da seguire e che, si necessitava di un leader che fosse in grado di tenere in piedi una macchina così pesante.
Il Pd ha sostanzialmente fallito proprio perchè si basava su una unione fragile, dettata più che altro dalla voglia comune di gestione del potere più che da dei pensieri politici condivisi, purtroppo quando non si riesce a costituire un fronte unitario è nello stato delle cose che si apra la strada a quella che è di fatto la costruzione di un regime monocratico (talmente mono da potersi conciliare in un'unica persona, Berlusconi).
Quello che ci si auspica è che alla luce delle sconfitte incassate, il Pd prema per una revisione dei conti interna, che tenga ben presente quanto sia diventato impellente, per lo stato di questa Italietta in balia della volontà di un uomo solo, cominciare a vincere, partendo dalle Europee e dalle Amministrative, e a livello nazionale iniziare una opposizione degna di questo nome, che non lasci un partito da 5%, l'Idv, a salvarci dal disastro politico. Quello che ci si auspica è che il Pd, attraverso una critica costruttiva, non si accontenti di appoggiare temporaneamente qualcuno alla sua guida, ma che se necessario si sciolga per tornare a quelle che erano la componente ex-comunista e quella democristiana (che ha ben poco a che fare con la sinistra italiana) e che ognuna di queste faccia il suo percorso, che sia questo però parallelo e coerente con le proprie idee.
In locale non ci resta altro che continuare per la nostra strada, ovvero quella di aperto dialogo e unione con il Pd, con la speranza che ci sia sempre meno ipocrisia e sempre più politica nei fatti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Febbraio 2009 10:51
 
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Mercoledì 10 Marzo 2010